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150 scatti all'Oasi diGuardiaregia-CampochiaroFoto Nicola Merola e Michele Marinelli
Ambiente Quattro miliardi di euro per rimettere a posto il sistema idraulico dell'Italia possono sembrare molti. Ma rappresentano più o meno quanto costano allo Stato ogni anno alluvioni, frane e terremoti. Lasciando da parte i terremoti, che si curano con la buona edilizia, si può dire che le spese di un intervento risanatore in campo idrico verrebbero recuperate nell'arco di pochissimi anni. Salvando una buona parte delle sei vittime che ogni mese i disastri che una volta chiamavamo naturali provocano. Biodiversità Sono gli esseri viventi più vicini all'uomo. Molti di loro sono poco noti ai più, anche se le loro facce ci sembrano molto familiari. Ma potrebbero scomparire assai presto, molto prima che molti di noi li abbiano potuti vedere almeno una volta in fotografia. Si tratta di 25 primati che oggi un gruppo di zoologi tra i più importanti al mondo ritiene in grave pericolo di estinzione e che è stato raccolto dall'IUCN ((Union for the Conservation of Nature). Tra di loro vi sono lemuri, gibboni e le grandi scimmie. I nostri "cugini" contano ben 630 specie e di queste circa 300 sono vicini all'estinzione, di cui 25 di essi sono ormai prossimi a lasciarci. La lista include 5 primati del Madagascar, 6 dell'africa, 3 del centro e sud America e 11 dell'Asia. Ieri sera alle 19:00 la popolazione mondiale toccava 6.803.362.494 individui, quando solo 5 anni fa raggiungevamo i 6 miliardi di persone. Ma per gli altri primati della Terra la situazione è ben diversa. Per molti di loro infatti, il numero di individui non supera qualche decina e l'avanzare dell'orologio fa drammaticamente diminuire il loro numero. Disastro Lambro Tra le specie maggiormente minacciate dal disastro del Lambro, diverse colonie di aironi (cenerini, garzette, nitticore e aironi bianchi maggiori) e anatre selvatiche come i germani reali. Molte specie ittiche sono a rischio nel tratto di fiume interessato, come il piccolo Cobite (Cobitis taenia bilineata), il ghiozzo padano (Padogobius martensi), la Savetta (Chondrostoma soetta), il barbo (Barbus plebejus) o addirittura specie molto rare come lo Storione cobice (Acipenser naccarii), interessato da recenti progetti di reintroduzione. Anche tra gli anfibi sono a rischio alcune popolazioni dell'endemica Rana di Lataste (Rana latastei) e del raro Pelobate fosco (Pelobates fuscus insubricus) presenti nei siti d'interesse comunitario (SIC) lungo il Po, ovvero il Lancone di Gussola, lo spiaggione del Po a Spinadesco, Bosco Ronchetti e la Lanca di Gerole nel Cremonese oltre che la garzaia di Pomponesco nel mantovano verso cui la macchia nera si sta inesorabilmente dirigendo. WWF Quanto "pesa" il fattore A di ambiente nelle politiche dei futuri governatori regionali? Lo chiede il WWF Italia che in tutte le sezioni regionali vede l'associazione al lavoro per presentare nelle 13 regioni che vanno al voto le proprie proposte ai candidati governatori degli opposti schieramenti sulle emergenze ambientali e sul ruolo che le Regioni possono svolgere per fare in modo che nella nuova legislatura ci siano segnali chiari di un impegno concreto in difesa dell'ambiente, del paesaggio, del territorio. http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=23727&content=1 Energia Il sito Internet The Oil Drum riporta la notizia proveniente dalla Spagna, in occasione della riunione informale dei ministri dell'Industria europei a San Sebastian del 9 Febbraio scorso quando Ignacio Galan, presidente della società elettrica Iberdrola SA, ha dichiarato che il sistema elettrico spagnolo è in grado di fornire energia per circa 10 milioni di auto elettriche se la carica dovesse essere fatto di notte, quando la domanda generale è bassa. Questo significa non aumentare minimamente il numero delle centrali di produzione di energia elettrica attualmente esistenti. Una introduzione graduale di veicoli elettrici permetterebbe il raggiungimento degli obiettivi UE di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2020 del 20% rispetto ai livelli del 1990. Galan ha aggiunto che se tutte le auto elettriche fossero ricaricate di notte, questo semplice fatto potrebbe aiutare la penetrazione delle energie rinnovabili. Sappiamo come la Spagna già abbia una delle percentuali più alte al mondo di energia rinnovabili come parte della produzione di energia elettrica nazionale. Ambiente La Commissione municipale per lo sviluppo e la riforma di Pechino ha annunciato un progetto per aumentare del 24% il prezzo dell'acqua per scoraggiare le utenze domestiche a sprecare questa risorsa sempre più scarsa nella capitale cinese. A novembre l'amministrazione municipale aveva già aumentato del 48,6% il prezzo dell'acqua utilizzata da utenze non domestiche. Secondo il nuovo piano idrico, il prezzo dell'acqua per le famiglie di Pechino dovrebbe salire dagli attuali 3,7 yuan (54 centesimi di dollaro) à 4,6 yuan (67 centesimi di dollaro). Il governo sovvenzionerà le famiglie a basso reddito per fare in modo che questo aumento di prezzo non le colpisca troppo, intanto il municipio sta preparando una riunione pubblica per il 16 dicembre dove esporrà le ragioni dell'aumento del costo dell'acqua. La Cina sta realizzando enormi "fiumi" artificiali per trasportare l'acqua da regioni che ne hanno ancora relativamente in abbondanza verso la metropoli sempre più assetata. Negli ultimi 5 anni, soprattutto in preparazione delle olimpiadi del 2008, Pechino ha investito oltre 4 miliardi di yuan per la salvaguardia delle risorse idriche e in un colossale programma di approvvigionamento. Ma la situazione idrica a Pechino è comunque preoccupante: negli ultimi anni i 17 milioni di abitanti della capitale cinese si sono dovuti spesso confrontare con la scarsità d'acqua. Attualmente la disponibilità di acqua in città è di 300 metri cubi pro-capite all'anno, molto al di sotto della soglia di allarme di 1.000 m3 riconosciuta a livello internazionale, lontanissima dai consumi occidentali.
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